Al Filadelfia è stato svelato il pennone dedicato a Egri Erbstein, il direttore tecnico del Grande Torino: ora c’è anche il suo nome nel Cortile della Memoria di quella che fu la casa degli Invincibili. “E’ tornato insieme ai suoi giocatori: il destino ha voluto che morissero insieme come insieme hanno dato vita a squadra ineguagliabile che è andata nella leggenda” le parole di Susanna Egri, figlia di Erbstein.
“Se i giocatori avessero potuto parlare mentre si progettavano i pennoni, avrebbero respinto con forza la decisione di escludere nome di Egri – ha aggiunto la signora, che ha compiuto 98 anni lo scorso 18 febbraio – perché era la loro indispensabile guida”. “Quella squadra aveva trionfalmente vinto campionati ed era diventata un simbolo della comunità della rinascita dopo il disastro della guerra, era portatrice di valori che papà aveva inculcato – dice Susanna – perché lui guardava il comportamento, diceva di che non bisognava mai rispondere con violenza alle provocazioni e alle ingiustizie. E ora è stata sanata l’ingiustizia che non ci fosse il suo nome, grazie al sostegno del presidente Asvisio e di tutta la tifoseria”.
L’intervento di Susanna Egri:
All’evento ha partecipato anche il presidente del Toro, Urbano Cairo: “Susanna ha avuto grande perseveranza, con questo gesto è stata accontentata – ha detto il patron granata – anche perché suo papà se lo merita: sono contentissimo di questa giornata. Susanna ha quasi 100 anni, ma ha una forza incredibile”
L’intervento di Cairo:


