L’avventura di Ivan Juric al Toro è arrivata ai titoli di coda. Il croato è all’ultima apparizione in granata, al triplice fischio della sfida contro l’Atalanta saluterà tutti. E cosa ne sarà dei granata? In attesa del nuovo allenatore, il tecnico ha anticipato le due strade che potranno percorrere il presidente Cairo e il dt Vagnati. Ecco la risposta di Juric sul tema:
“Non mi permetto di dare consigli a Cairo, decide lui, comunque sono sempre le stesse cose. Se vendi i migliori devi essere bravo a comprare giocatori bravi per ricostruire, se invece li vuoi tenere ti devi sbilanciare e mettere altri giocatori dentro per salire di livello, ma bisogna vedere se i giocatori vogliono rimanere, perché quando vogliono andare via sei praticamente costretto a venderli”



Sempre il solito e continueremo a pareggiare con le ultime tre della classifica come hai fatto tu per tre anni (quest’ anno top con 5 pareggi su 6 incontri con le ultime tre, in aggiunta … 36 goals segnati che rappresentano neanche un goal di media a partita)così le posizioni 5°- 8° posto ce le sognamo anche perché strutturati così le prime quattro posizioni solo sotto l’ effetto di stupefacenti le possiamo tastare . Fate voi
non riuscire ad andare in Europa quando ci sono 8 posti disponibili e sentire parlare di grande stagione mi pare un controsenso.Qualche merito lo ha avuto,ma se non è mai arrivato con le sue squadre oltre il nono posto una domanda se la deve fare anche lui
Il futuro del Toro è galleggiare prima di scomparire definitivamente. Squadra senza futuro.
Vendi il Torino, pezzente
Questo incapace decide anche i futuri mr
Quello che conta che prenda la strada giusta e trovi tanto AMORE
Quale costa meno?
Purtroppo con il CAINO non esiste futuro…
Un maestro di calcio e di vita! Indimenticabile il suo saluto alla maratona dalla tribuna! Resterà scolpito nella nostra mente.
La madia dei consigli di questo tizio è piuttosto scarsa, visto che praticamente tutti i giocatori acquistati su sua richiesta hanno deluso amaramente. Quanto alla società, parlarne male è pleonastico. Ma in campo contro Frosinone, Empoli, Salernitana, Cagliari, Sassuolo, non c’era la società, c’erano undici giocatori e chi li allenava.