Luigi Danova ha concesso un’intervista a Tuttosport nella quale ricorda i suoi 9 anni in granata, ma svela anche un dramma familiare: a dicembre ha perso la moglie Romana. Ecco i passaggi principali.
“Il Toro era una famiglia, ho avuto il privilegio di frequentare ragazzi per bene: il senso di unione e di appartenenza in campo si sentiva eccome. Poi, dopo le partite in casa, uscivamo tutti a cena: che splendide serate trascorse ascoltando Junior cantare e suonare. Venivano anche le mogli con i figli, si era creata unāatmosfera magica”.
“IlĀ calcio ĆØ cambiato con lāavvento dei procuratori, per me quella magia ĆØ stata rotta da loro. Da quel momento le squadre hanno smesso di essere un gruppo e hanno iniziato a diventare una somma di individui. Questo nel tempo ha modificato il rapporto con i tifosi e tra gli stessi calciatori. Noi ci divertivamo, eravamo felici, ci volevamo bene”.
“Lāingaggio si trattava con Pianelli: eri tu con il presidente. Dopo una buona stagione mi propose un aumento: io ero seduto davanti a lui, Ā mi chiese cosa ne pensassi. Venne spontaneo rispondere: āPresidente, faccia leiā. Adesso, con lāeccezione di Zapata e Buongiorno che sono i simboli di questa squadra, non conosco nessuno. Ma la prima cosa che chiedo sono i risultati del Toro”.
“A dicembre ho perso mia moglie Romana, era stata investita sulle strisce pedonali e non si era più ripresa. Non si muoveva e quindi mangiava poco. Quando mi hanno detto che era mancata, ero in ospedale per un’operazione ai polmoni. Un paio di settimane dopo dovetti tornare sotto in ferri per un intervento alle coronarie: ĆØ stato un periodo complesso e Romana mi manca tantissimo”. Ā Ā


