Una vita insieme.Nel segno del Toro. E di una grande amicizia. Angelo Cereser ha ricordato sulle colonne de La Stampa il grande amico Aldo Agroppi scomparso ieri ad 80 anni a causa di una polmonite, ma il suo corpo era debilitato da anni dopo un infarto. Ecco le sue parole.
“Agroppi era una persona intelligente e con una sensibilitĆ incredibile, voleva correggere il calcio con la morale e lāamore. Aveva un gran cuore, portava i giovani a casa sua per farli dormire. Era un allenatore tecnicamente allāavanguardia e moralmente della vecchia guardia. Per lui il Toro era tutto: abbiamo vinto insieme due Coppe Italia. Nella seconda fece innervosire Rivera nei rigori finali. La palla non ĆØ messa bene sul punto di battuta, ripeteva. Ci siamo conosciuti al Filadelfia, ci hanno subito messo in camera insieme. Partivo da Venezia per andare a trovarlo in Toscana. Suo papĆ , che era un ex arbitro, per farci stare buoni ci portava a mangiare fuori. Ma eravamo due perfettini. Avevamo otto giorni di differenza, riuscivamo a parlare di tutto. Gli controllavo anche le lettere con la fidanzata, alla fine mi sono messo a scrivere come lui. Mi considero suo fratello, quel fratello Nilio che Aldo ha perso a 19 anni: suo figlio si chiama cosƬ. E’ vero, Aldo da ragazzino tifava Juve, appena arrivato, ci hanno pensato professori come Ussello ed Ellena. Ci parlavano sempre del Grande Torino. Sentivamo una grande responsabilitĆ , lāabbiamo tradotta in dovereā.


