“Non potevo non esserci, il Toro siamo noi”. Pasquale Bruno si comporta come un tifoso qualsiasi, ma non può esserlo: è il giocatore delle braccia alzate nei derby, delle sfide di Coppa Uefa, della Coppa Italia conquistata l’anno dopo. E la gente lo riconosce subito, lo abbraccia, nel giorno del 4 maggio, della marcia dell’orgoglio e della contestazione.
“Prima o poi quest’incubo finirà, in questa piazza, in questa marcia, è stato gettato il seme della speranza, del cambiamento, dell’orgoglio. Guardate quanta gente, quanti bambini, quante famiglie: questo Urbano Cairo lo deve capire. E’ la protesta di tutti, non di una parte della piazza. Grazie tifosi, l’atmosfera che respiro sembra quella della semifinale con il Real Madrid. Ci vediamo presto”.



Cairo se ne va’ solo se viene ” Caronte” Dagli Inferi” a prenderlo⚰️⚰️
Ormai Cairo (se non è ottuso) dovrebbe avere capito che il tempo è scaduto noi del Toro non lo vogliamo più. Inutile la sua preghiera in solitaria a Superga e,’ veramente ipocrita, falso a presentarsi in un luogo sacro fingendo di amare il Torino quando sappiamo benissimo che non gliene frega niente, VERGOGNATI SEI UN VERME!!!! e lo sarai per tutta la vita mi fai schifo.
🙏🤞
Si spera presto
Speriamo prima
Speriamo .
🙏🙏🙏