Lega Serie A, De Siervo: “Gare in contemporaneità pessime per l’audience. E’ antistorico pensare a un ritorno”

Luigi De Siervo, amministratore delegato di Lega Serie A, è intervenuto nel corso dell'evento di presentazione dei 100 candidati al Golden Boy 2025. Queste le sue parole

SVILUPPO SERIE A. “Lo sviluppo della Serie A all’estero è legato a come i club si stanno sviluppando e noi ci siamo legati all’idea che la massa di persone che guarda il calcio è la stessa in ogni Paese. L’offerta è amplissima, le piattaforme sono tantissime, i social media rubano tempo alle televisioni… Insomma, l’ambiente è complesso e gli equilibri sono cambiati. Il mondo di dividerà in progetti essenziali e in prodotti che uno può anche evitare di acquistare, poiché non primari. La Serie A vuol rientrare nel primo gruppo, nei prodotti essenziali. Gli investimenti devono essere superiori al passato perché dobbiamo stimolare gli interessi della collettività. Il panorama è cambiato dopo il Covid, la capacità di una Lega deve essere quella di internazionalizzarsi, di intrattenere tutti i tifosi tutti i giorni e non solo nel match day. Dobbiamo crescere da tanti punti di vista, noi possiamo lavorare anche per promuovere l’Italia. Vogliamo essere quotidianamente sui dispositivi di ogni persona che segue il calcio. Si diventa tifosi dai 6 ai 12 anni e noi è lì che dobbiamo andare ad intervenire anche come contenuti. L’idea è sviluppare un contenuto in modo costante, svegliando e attivando la comunità e l’interesse anche all’estero, in modo da avere interesse nei prossimi anni. La qualità è sotto gli occhi di tutti: il NY Times ha detto che siamo il campionato più interessante al mondo, con sorpassi e controsorpassi”.

 

CONTEMPORANEITA’. “E’ interessante, crea quella dipendenza da risultato. Ma dobbiamo anche dire che l’audience è stata la metà rispetto a quando facciamo lo spezzatino. Per questo è antistorico pensare che si possa tornare al calcio minuto per minuto di anni fa. Una massimo due volte l’anno si potrà fare, per il resto ancora avanti con lo spezzatino”.

 

STADI. “Abodi ha ribadito che serve un commissario per gli stadi. I nostri stadi sono i più vecchi d’Europa, con 75 anni di età media. Avere stadi non all’altezza significa limitare i servizi. In Germania coi Mondiali del 2006 hanno risistemato gli stadi, e pur essendo un campionato orribile è godibile anche dalla tv proprio per questo motivo. Vedere la Fiorentina che gioca in quello stadio coi cantieri, con le gru, non è accettabile. Il tifo è parte dello spettacolo, basta guardare l’Inghilterra. Quindi gli stadi moderni sono fondamentali”.

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