Renato Copparoni, il portiere di riserva del Torino da fine alla 70 fino quasi alla fine degli 80 ha rilasciato un’intervista a La Stampa. E’ stato tra gli altri il vice di Terraneo, Martina e Lorieri prima di terminare la carriera al Verona. Sotto un estratto della sua intervista.
“Ho sempre avuto la testa dura forse perché sono sardo, ma non ho mai ammesso di essere meno bravo degli altri. Paleari? E’ stato bravo a farsi trovare pronto, ma a questi livelli i vice sono pari ai titolari, se si escludono top: ai miei tempi erano Albertosi e Zoff. Per me vale Israel e deve pensare di potersela giocare. Ho provato ad andare via più volte dal Toro, mi hanno sempre bloccato. Secondo Giacomini ero più forte di Terraneo, ma c’era anche la società che decideva. Dopo il primo anno in granata volevo già cambiare, mi sentivo chiuso. Mi voleva il Catanzaro e l’avevo detto al Cagliari con cui ero in comproprietà, ma Bonetto mi stoppò: Radice non voleva mollarmi, non è stata l’unica volta”.
“Il rigore parato a Maradona? Il 2 marzo dell’anno prossimo sono 40 anni. A Maradona avevo parato tutto. Per qualche secondo gli 80 mila dello stadio rimasero in silenzio nonostante il Napoli vincesse, erano increduli che uno come lui potesse sbagliare. Avevo visto Giuliani del Verona buttarsi prima che calciasse, così ho deciso di restare fermo. Maradona non tirava forte ma guardava il portiere, è rimasto un po’ spiazzato da me. Il grande lavoro l’ho fatto con la testa”.
“Cairo deve fare molto di più, la gente si stramerita qualche soddisfazione: la passione che c’è a Torino non l’ho vista da altre parti. Possibile che in 20 anni non siamo mai riusciti a rientrare nelle prime 7, se non per disgrazie altrui.Per l’Europa manca ancora qualcosa per essere ambiziosi, ma il mercato di gennaio può sistemare le cose. Intanto, Baroni ha finalmente inquadrato il Toro”.


