A La Stampa ha parlato in esclusiva Ulrico Leiss de Leimburg, Console Onorario della Polonia a Torino: era il passeggero che don Riccardo Robella trasportava in auto prima del terrificante impatto sull’autostrada A6. Le condizioni del cappellano del Toro sono ancora molto gravi, lui invece è uscito miracolosamente illeso dall’incidente.
“Di quella sera la cosa che mi viene prima in mente è il guard rail. Non ho visto nient’altro che quello: pensavo di finirci contro, invece continuando a ruotare ci siamo fermati. Eravamo a due chilometri dal casello, senza fretta. Si parlava del Toro, della serata passata a Mondovì in un club: a Riccardo avevano chiesto se potesse dare dei premi il prossimo maggio. Poi tutto ad un tratto abbiamo sentito una grossa botta da dietro, è stato un suono di lamiere che si contorcevano, ma sono riuscito ad aprire la portiera, l’unica ancora utilizzabile. Dopo Riccardo l’ho cercato subito, era disteso, si era ribaltato il sedile. Gli ho sentito il polso, poi è arrivato subito un signore dietro di noi, era un medico. Gli abbiamo tenuto la testa in attesa dei soccorsi: li ha chiamati il suo orologio moderno.La macchina che ci ha investito? Non l’ho vista nè arrivare nè andare via, non so neanche di che colore sia e chi la guidasse, anche se eravamo insieme in ambulanza”.


