Juric sì e Juric no. Ci mancavano solo le voci circa il possibile ritorno dell’allenatore croato ad aumentare l’instabilità di una piazza in ebollizione, concentrata sulla protesta al patron Cairo e preoccupata sul futuro del Torino, una squadra immobilizzata nella mediocrità degli ultimi anni. Un trend che adesso la società sta pensando di cambiare richiamando in vista della prossima stagione il tecnico che più è andato vicino a tenere accesa la speranza di giocarsi un posto per l’Europa.
Ma Juric è un nome che stuzzica la piazza e la divide, visto l’ultimo anno turbolento disegnato dall’allenatore di Spalato, alla fine andato via tra i fischi e gli insulti dei tifosi. Non l’unica strada in caso di esonero di Baroni a fine anno, ma una delle più praticabili. E rischiose. Un punto nuovo però c’è rispetto al triennio già passato a Torino da Juric: non ritroverà Vagnati, il direttore sportivo con cui sarebbe venuto alle mani in un ritiro in Austria, se non ci fosse stato il rapido intervento del team manager di allora Marco Pellegri.


