Quarantasette anni fa moriva nella sua Trieste uno dei più grandi maestri del calcio italiano: Nereo Rocco. Calciatore per tanti anni nella Triestina e poi nel Napoli e nel Padova a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, ha dato il meglio come allenatore diventando uno dei top della scuola italiana. E’ stato il primo a portare in Italia la Coppa dei Campioni, vinta sulla panchina del Milan nel 1963. L’anno dopo si trasferisce al Torino per onorare la stretta di mano con il patron Pianelli e in granata getta i semi del tremendismo: allena tra gli altri Ferrini e Meroni arrivando una volta terzo in campionato e ad una finale di Coppa Italia. Al Toro resta dal 1963 al 1967, poi torna al Milan dove riprende a vincere. E il Torino oggi lo ricorda con una nota sul suo sito ufficiale.
Il ricordo di Nereo Rocco
Il 20 febbraio 1979 ci lascia a Trieste Nereo Rocco, tecnico del Torino dal 1963 al 1967. Dopo una carriera da calciatore in cui indossa, tra le altre, le maglie di Triestina, Napoli e Padova, diventa uno stimato allenatore, maestro del “catenaccio all’italiana”.
Al Torino per quattro stagioni, conduce i granata alla finale di Coppa Italia nel 1963-64 e ad un prestigioso terzo posto l’anno successivo. Mette le basi del “tremendismo granata”, perfetta sintesi coniata dal grande giornalista e scrittore Giovanni Arpino. In quegli anni il Toro può vantare calciatori del calibro di Ferrini, Meroni e Rosato e al loro fianco una squadra operaia ad immagine e somiglianza del proprio allenatore: tutti fior di calciatori sempre accompagnati dalla volontĆ , dallo spirito e dalla determinazione di chi si conquista tutto con la fatica e con il sudore.
Lāottimo lavoro con il Torino gli offre una grandissima opportunitĆ : la panchina del Milan. Con i rossoneri vince due scudetti, tre Coppe Italia, due Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.



“Scherzate con i fanti, ma lasciate stare i Santi!”
Da almeno vent’anni il nontoro di urbanetto non ha nulla a che spartire con Nereo Rocco.
State raschiando il fondo del barile e non vi rendete conto che non funziona più la favola del “glorioso passato” per fare tornare i tifosi allo stadio!