Primo gol in granata e in un campionato di massimo livello. Ma anche una prestazione sontuosa davanti al commissario tecnico della Nazionale Luciano Spalletti, che pochi giorni fa aveva speso parole al miele nei confronti del nuovo talento del Torino, prevedendo una sua prossima chiamata in Azzurro.
Cesare Casadei un pomeriggio così l’ha sognato da sempre, dopo aver lasciato l’Italia quando era sul punto di diventare professionista, e averla ritrovata quando è il momento di diventare grande. A 22 anni, per uno con le sue qualità, tutto è possibile. E l’ha dimostrato, in primis a se stesso, in un “pranzo di lavoro” che non dimenticherà facilmente. E che l’ha visto protagonista non solo in occasione della sassata sotto misura che a Monza toglie ai granata ogni preoccupazione, ma in una gara giocata da stella, nella quale è stato alla fine premiato come il migliore della sfida. Con l’esuberanza di chi non vedeva l’ora di mettersi in mostra, ma la qualità di chi si è sempre sentito dire che un giorno sarebbe arrivato.
E quel giorno parte dalla casa del Monza dove Casadei si scopre nuova anima di un Torino sempre più inquadrato. Oltre che il più pericoloso dei suoi: 6 tiri (il secondo, Adams, a 2), 4 in porta. Una presenza costante in mezzo al campo e una scheggia impazzita negli ultimi venti metri. Neanche lui sa fino a dove può spingersi. “E’ sempre bello fare gol, soprattutto quando aiuti la squadra – l’emozione di Casadei -, d’altronde quando entro in area di rigore sono lì per quello. Ma devo darmi tanto da fare, migliorare partita dopo partita, arrivo da un periodo in cui ho giocato poco. Spalletti in tribuna? Non lo sapevo”. Casadei non centrava la rete da 421 giorni, era fermo al colpo di testa con il Leicester in FA Cup.
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