Per il talento serbo è la prima volta contro il Verona, il club che l’ha portato in Italia e valorizzato: a gennaio è finito al Toro per 16.5 milioni

 

Emozione. Ivan Ilic torna per la prima volta al Bentegodi, lo stadio che nel 2020 l’ha adottato e nel quale il centrocampista di Nis ha messo in mostra le sue qualità. O meglio, quelle erano già scritte nella sua carta d’identità, ma non era ancora riuscito a tirarle fuori tra le esperienze al Manchester City, Zemun e Breda. Era molto giovane, forse troppo.

 

La svolta. A Verona arriva a 19 anni e per Juric diventa subito il suo “bambino”, un giocatore da proteggere, coccolare, far crescere. E dal 2020 Ilic è cresciuto tanto, a tal punto che a gennaio Torino e Olympique Marsiglia mettono in scena una vera e propria sfida di rilanci per strapparlo al club di Setti. Che, ormai rassegnato all’idea di perderlo, almeno vuole monetizzare al massimo. E ci riesce. Il club di Cairo lo paga 16.5 milioni di euro.

 

La scelta. “Il Toro è la piazza giusta per crescere“, spiega subito Ilic, attratto naturalmente dalla possibilità di tornare a lavorare con il suo mentore. E convinto anche dalle telefonate di diversi suoi compagni in nazionale: “Radonjic è stato uno di quelli che mi ha chiamato, mi diceva di venire al Toro per fare battaglie insieme”. Sono cominciate per Ilic, che dopo aver messo da parte gli infortuni sta trovando un po’ di continuità. “Con lui il Torino è già migliorato”, l’investitura di Juric.

Redazione

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