L’8 novembre del 1976 si spegne a Torino Giorgio Ferrini, il capitano dei capitani: aveva solo 37 anni, stroncato da un’emorragia cerebrale. Aveva da poco terminato la sua lunga carriera da calciatore diventando il vice di Gigi Radice con cui conquista quello scudetto che gli è sempre sfuggito in campo. Ha vinto due Coppe Italia nel 1968 e nel 1971. Con la Nazionale è campione d’Europa nel 1968.
Mezzala in grado di fare tutto, è stato l’ultimo mito della storia del Toro, il giocatore del dopo Superga che più di tutti ha portato in campo lo spirito granata: un condottiero a tutto tondo che sapeva esaltarsi soprattutto nei derby. Nato a Trieste, tira i primi calci nel Ponziana, ma a 16 anni si trasferisce a Torino dove frequenta le giovanili. E poi, dopo un’esperienza in prestito a Varese, comincia la sua storia d’amore con il Toro. Abbina tecnica e cervello, doti che lo portano presto a diventare un insostituibile e l’idolo assoluto dei tifosi. Nel 1976 viene colpito da due emorragie cerebrali, la prima il 25 agosto, la seconda il 18 ottobre: fatale. E’ sepolto nel cimitero di Pino Torinese.


