Il nome di Ferruccio Novo resterà per sempre scolpito come il presidente più vincente della storia del Torino: 5 scudetti (ed una Coppa Italia) sembrano fantascienza per un club che dopo la tragedia di Superga è riuscito a conquistare appena un campionato. Oggi ricorre il quarantanovesimo anno della sua scomparsa, avventura ad Andora dove si era ritirato da tempo per problemi di salute.
Con lui l’8 aprile del 1974 se ne va uno degli ultimi testimoni diretti del Grande Torino, di cui diventa presidente nel 1939 e ci rimane fino al 1953. Novo ha la fortuna di non salire su quell’aereo maledetto che porterà il Torino davanti al suo tragico destino, ma la sfortuna di vedere svanito in un lampo gli sforzi di una vita. Un incubo, la morte improvvisa di tanti giocatori e amici che lo tormenterà per tutta la vita. E’ stato il grande architetto di quella squadra di campioni, che dopo il 4 maggio del 1949 però non ha più la forza di ricostruire.
Impiega qualche anno a progettarla e completarla , il primo grande acquisto fu Ossola, poi dall’estate del 1941 arrivarono gli altri: Menti dalla Fiorentina, Pietro Ferraris dall’Inter, Gabetto, Borel e Bodoira dalla Juventus, e più avanti Mazzola e Loik, soffiati ai bianconeri, e tutti gli altri protagonisti di quello squadrone (Bacigalupo, Castigliano, Ballarin, Rigamonti, Maroso…).


