Sulle colonne de La Stampa, Claudio Sala ha raccontato le sue emozioni vissute il 4 maggio del 1976, quando toccò a lui leggere i nomi e poche settimane dopo il Toro conquistò lo scudetto. Ecco le parole del “Poeta del Gol”:
“Ho letto per la prima volta i caduti di Superga nell’anno dello scudetto, era appena arrivato Radice. Mi preoccupava di più il fatto di non sbagliare i nomi stranieri, quelli sì che mi mettevano in difficoltà. È stato bello quel 4 maggio, anzi indimenticabile.
Ricordo l’attesa della gente, abbiamo sfruttato la loro carica per trovare le energie finali che ci hanno permesso di conquistare il titolo di campioni d’Italia cui tenevamo tantissimo, ma che all’inizio era impensabile. E ad un certo punto ci stava sfuggendo. La commemorazione del Grande Torino ha sempre dato uno sprint in più, peccato che quest’anno arrivi dopo la partita con il Bologna, l’ultima occasione per provare a rimettere in piedi il campionato. Speriamo, guardando in faccia la storia granata e il suo popolo, che i ragazzi di Juric possano almeno rendersi conto di quello che avrebbero potuto fare anche grazie all’apporto di una tifoseria speciale.
Cosa rappresenta Superga oggi? Siamo arrivati al 75° anno, ma è un giorno che non invecchierà mai, si ricorda una delle squadre più forti e conosciute di tutto il mondo. Un giorno diventato anche quello dell’orgoglio di sentirsi parte di una leggenda”



Per sempre fedele. Il longobardo