Sulle colonne de La Stampa, Antonio Comi ha ripercorso le sue tappe in granata e ha raccontato alcuni retroscena sul suo approdo al Toro da giocatore. Queste le sue dichiarazioni:
“Io mi sento un privilegiato ad avere avuto trentaquattro anni di tesseramento al Toro. Ad undici anni ero già granata, poi sono arrivato in prima squadra e ho fatto anche il capitano. E il Toro l’ho ritrovato anche da responsabile del settore giovanile e poi nel ruolo da direttore generale. Certi percorsi poi finiscono, ma l’amore resta per sempre.
Ho avuto esperienze eccezionali, quando ero un ragazzino ho imparato da grandi maestri che mi hanno trasmesso i veri valori e il significato della maglia granata. Ero un tifoso del Milan. E dovevo andare a giocare proprio nei rossoneri. Poi per fortuna il club rossonero ha avuto un problema per tesserarmi e così ho percorso un’altra strada. Ricordo bene come sono arrivato in granata.
Mi avevano fatto osservare da Ussello durante una partita. Faccio sei gol e il lunedì mattina davanti alla macelleria dei miei genitori arriva una macchina che non è da tutti negli anni 70. È una Bmw nera. «Guarda che probabilmente è arrivata la finanza», dice la mamma. Invece si presenta l’avvocato Cozzolino, un vero monumento della storia granata. Tanti anni dopo, era il 1986, il Toro batte il Milan 2-0. Mi marcava Paolo Maldini, faccio doppietta su assist di Junior”.



Ciao, sono una chiaroveggente spirituale: amore, ritorno di tuo marito o di tua moglie, problemi familiari, problemi contro la giustizia 💟.
Ussello,l’avvocato Cozzolino gente che ne sapeva di calcio veri scopritori di talenti