Massimo Giletti, il noto giornalista piemontese che per tanti anni è stato uno dei volti di punta de La 7 di Urbano Cairo, è tornato a parlare della fine del rapporto con l’emittente televisiva senza risparmiare critiche all’imprenditore milanese proprietario anche del Torino. L’ha fatto dal palco del Festival della tv di Dogliani.
“Non è stato un divorzio con Cairo, ma qualcosa di peggio. In un divorzio le colpe si dimezzano, sai perché avviene. Qui invece non lo so, posso solo supporre il motivo. Ho fatto la scelta di non parlare e il silenzio mi è costato molto, lo faranno i magistrati al momento giusto. Quando uno ti manda una mail dopo sei anni di rapporto stretto e grande successo in cui dice che rimani a disposizione ma il tuo programma è sospeso senza un motivo, è peggio di un divorzio. Io penso che in questo sistema chi fa inchieste dia molto fastidio. C’è chi è tutelato, chi è interno a un gruppo di lavoro, io sono un cane sciolto, sono sempre stato così. Evidentemente le cose che stavo per toccare era meglio che non fossero taccate. Questa è la mia sensazione, hanno pagato soprattutto i miei ragazzi, un gruppo di trenta persone, che hanno perso il posto”.
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T d C non si smentisce mai
Per forza Giletti non sei comunista