Ai tempi della Fiorentina la sua festa di compleanno in ritiro a Moena degenerò con bicchieri rotti e giocatori ubriachi. Poi però Alessio Cerci fece vedere nel Toro tutta la sua classe e potenza: 21 gol e 23 assist in 73 partite rappresentano numeri di primissimo livello nelle due stagioni in cui ha giocato in granata. Gioie, tante, ma anche qualche piccolo dolore ai tempi di Ventura, divenne comunque un perno del Torino appena affacciatosi in Serie A.
Con Immobile formò i “nuovi gemelli” del gol, come quella volta in cui all’ultimo secondo i due ribaltarono i Genoa vincendo 2-1. Quel giorno, il 13 aprile 2014, Cerci se l’ĆØ addirittura fatto tatuare sul petto. Sarebbe potuto diventare una colonna granata, come tanti altri peraltro che però scelsero lidi migliori e più ambiziosi. A Cerci però non andò bene: Atletico Madrid, Milan, Genoa, Verona, Ankaragucu, Salernitana, Arezzo. Capolinea. Una vita di ripianti per Cerci che oggi compie 37 anni e giĆ da 3 si ĆØ ritirato dalla scena.



Quando pensi di toccare il cielo con un dito. La stessa fine che ha fatto il Gallo.
Nonostante il buon periodo in granata, non mi ha mai convinto. Si atteggiava troppo a “divo”, e si intuiva che, comunque, non sarebbe durato!…
Ha pensato con la moglie di monetizzare il momento fortunato. E qualcosa, se non tutto, significa.
Il classico fuoco di paglia!…
Ringrazi sua moglie !
Ringrazia tua moglie
Il problema del far scegliere alla moglie ( che non era un’addetta ai lavori ) per la sua carriera. Lo ha rovinato.
E voluto andare nel calcio che “conta”…
incredibile come solamente Ventura riuscƬ a fargli esprimere il suo potenziale , ne ho visti pochi italiani con le sue potenzialitĆ ma purtroppo molti altrettanto capaci di buttare alle ortiche un talento come il suo….