George Garbero Pianelli ha concesso una lunga intervista a La Stampa proprio nel momento in cui Urbano Cairo sta per superare il record di longevitĆ di nonno Orfeo. Ecco la parole del nipote dello storico patron granata dell’ultimo scudetto, vive a Bruxelles ma il Torino ĆØ sempre nel suo cuore.
“Mi fa molto effetto il record che sta per cadere, ieri ho rivisto un bel video della giornata dello scudetto vinto nel 1976… Il Toro ha portato tante soddisfazioni, ma ĆØ stato un progetto anche molto faticoso. Eravamo più una famiglia, che una societĆ . Si mangiava tutti in sede dopo la partita, una tavolata lunghissima con i calciatori e i tortellini come a Mantova, la cittĆ natale del nonno. Io sono nato nel momento più importante del Toro, ricordo le finali di Coppa Italia: che emozioni! Ma anche le delusioni. Abbiamo anche vissuto tempi difficili quando siamo stati contestati: proteste che hanno lasciato il segno. Una volta siamo andati al Comunale con una Fiat 130 coupĆ© blindata, ĆØ stata buttata via a causa dei colpi ricevuti. Che amarezza, assieme ad un altro sgarbo, quando un presidente di cui non faccio il nome al Delle Alpi tolse al nonno il parcheggio della tribuna dāonore. Ci rimase male perchĆ© giĆ non riusciva a camminare bene”.
“Cairo ha messo in vendita il Toro? Non giudico la decisione, nel caso succeda gli auguro di trovare uno con la passione che aveva nonno Orfeo. La cessione del Torino credo sia stato uno dei momenti più difficili della nostra famiglia, ha rappresentato la separazione da unāaltra grande famiglia e da quel un modo di vivere. Ma le differenze rispetto ad oggi sono evidenti. Cairo ĆØ stato un businessman rimettendo a posto i conti, gliene va dato atto. La differenza più grande tra la societĆ di Pianelli e la sua ĆØ stata la crescita diversa. Anche mio nonno ha preso il club che navigava in brutte acque. Poi però pian piano lāha portato al vertice. Ha perso anche tanti soldi, adesso non puoi più farloā.



Anche io auguro al porco tante belle cose…