Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport è intervenuto Duvan Zapata. Il capitano del Toro ha rilasciato una lunga intervista svelando i suoi obiettivi quando tornerà dal brutto infortunio. Queste le sue dichiarazioni:
IL TORO – Fin da inizio questa piazza mi ha aperto le porte in maniera affettuosa, ho ricevuto aiuto e affetto. Apprezzo queste cose, ogni giorno voglio dare il meglio di me stesso. Orgoglio rappresentare questo club così importante. Si va in campo per rappresentare i valori in ogni partita, cosa significa giocare nel Toro.
LEADER – Sono un leader nelle cose banali, che a volte è la cosa più difficile. Dare l’esempio in allenamento, quando si sta insieme, in campo e in partita. Per questo aspetto mi hanno fatto capitano. Non urlo e non parlo tanto, lo faccio vedere con i fatti.
INFORTUNIO – Infortunio più grave, sono uscito in barella: ho sentito gli applausi, ringrazio tutti. Mentalmente è stata dura, è un infortunio che temevo ed è arrivato. Sono mentalmente forte, l’ho affrontata in maniera dura. Piano piano mi sto rimettendo, sto cercando di essere ciò che ero. La mia famiglia mi è stata vicina, ho passato più tempo con i miei cari. La passione che ho mi ha aiutato, ho detto ‘caspita, voglio tornare e far vedere che posso segnare ancora’. L’infortunio mi ha confermato che a volte non dai valore quando stai bene, pensi sia scontato. Miglioramenti? Ora in palestra faccio tutto, prossimo step sarà fare tutto in campo. La strada è quella giusta, l’obiettivo è presentarmi bene alla preparazione per poter allenarmi con la squadra. E voglio segnare ancora. Sento di poter tornare e far vedere il valore che ho, è un obiettivo.
ESULTANZA – Prima del Toro me l’ha consigliata: mostro i muscoli e faccio il toro insieme. Prima facevo solo i muscoli, poi ora ho unito il toro. E’ una cosa anche per mio figlio, è una coincidenza che la fa anche Lebron James.
AVVERSARI – Con Bremer e Koulibaly bei duelli, forti, e anche con Buongiorno è tosta. Poi bonucci e Chiellini…Bonucci ha ammesso che non lo facevo dormire? Le sue parole fanno piacere, è vero che in tante partite ho segnato e giocato bene contro di lui. Ci siamo scontrati nel mio prime, mi ha sofferto un po’. Ricordo un gol in Udinese-Juve che mi marcava, poi con l’Atalanta e anche allo stadio della Juve.
ALTRI ATTACCANTI – Retegui sta dimostrando essere il più forte, mi piacciono Lautaro e Thuram. Piccoli sta crescendo, l’ho visto in Primavera all’Atalanta. Io? Mi metto sempre su, ho l’autostima alto: nei primi tre, sicuramente.
DUVAN PAPA’ – Cerco di fare come i miei genitori hanno fatto con me, impongo certe regole ma non sono severo. E gioco tanto con loro, sono un papà moderno. Mio figlio Dayton ha buone capacità e potenzialità, è mancino ma ha 10 anni. Deve crescere. Mia figlia vuole studiare, non ha ben chiaro se fare medicina o giurisprudenza. Ha tempo.
POST CARRIERA – Voglio essere ricordato per ciò che sono e ciò che ho fatto, la grinta e la lotta che esprimo in campo. Spero che la gente abbia un bel ricordo di me.



Non troppi che poi lo schifo umano ti vende