Ai microfoni di Vivo Azzurro è intervenuto Samuele Ricci. Il centrocampista e capitano del Toro si è raccontato a 360 gradi tra l’avventura in granata e i sogni per il futuro. Queste le sue dichiarazioni:
IL TORO – Sono molto orgoglioso di quello che sto facendo e non è niente scontato perché tutti superiamo delle difficoltà, se vogliamo chiamarle così. Magari dei momenti dove, all’inizio, con il Torino non ho giocato molto perché ero appena arrivato, dovevo ambientarmi… Ho sempre cercato di rimanere presente su quello che stavo facendo, molto concentrato perché in cuor mio sapevo che volevo giocare, dare il massimo e soprattutto migliorare. Questa è una cosa che sto cercando di fare tuttora
GLI INIZI – Tutto è iniziato a 5-6 anni, chiesi a mamma di portarmi a giocare con i miei amici che già giocavano e verso i 9-10 anni mi visionò l’Empoli. Non poteva esserci decisione migliore, ho fatto tutta la trafila fino alla Serie B e alla Serie A
FAMIGLIA – Le persone della mia famiglia sono state e sono le mie prime tifose, presenziano a ogni partita. Forse l’unica a cui non sono venuti perché erano in vacanza è stata quella con la Francia a Parigi, forse la più importante della mia carriera (ride, ndr). È anche grazie a loro se sono qua, a quello che mi hanno insegnato e all’educazione che mi hanno dato, che fa una grande differenza nel mondo di oggi
AFRICA – L’Africa mi ha aiutato a crescere perché quando vai in quei posti… Sono andato per 3 anni di fila, vedi tanta povertà e ti apre gli occhi su tantissime tematiche. Vedi famiglie che non hanno niente, ma sono lo stesso molto felici
MIGLIORAMENTI – Sto lavorando molto sulla personalità e sulla mia presenza sul campo, oltre alle cose tecnico-tattiche, che fanno parte di ogni giocatore e che sono la fase difensiva, quella di possesso e di realizzazione, dove devo migliorare molto. È un momento molto positivo per me, sto crescendo molto e anche nel club abbiamo superato le difficoltà che avevamo avuto. Il merito è della squadra, però bisogna darlo anche a mister Vanoli che, per come ho conosciuto io tutto il mondo granata, merita tanto
NAZIONALE – Con la Nazionale ho sempre avuto un rapporto bellissimo, c’è un legame particolare, molto bello e molto sentito. Sono partito dall’Under 17 fino ad arrivare qua… Mi chiamò Mancini, fu molto bello perché anche inaspettato. Da lì ho continuato anche con Spalletti, con entrambi si è creato subito un bellissimo rapporto. Adesso devo dare continuità e continuare a lavorare come sto facendo
SOGNI – Sicuramente quello di continuare con la maglia Azzurra, partecipare a un Mondiale e cercare di vincerlo, chissà. Fuori dal campo mi piacerebbe molto mettere su una famiglia



uno scarsone come te
Per forza al toro futuro non esiste
Abbiamo visto che eri già in vacanza…..
Il mio ? Il Toro senza Cairo…
Il mio sogno un calcio senza mercenari