A pochi giorni dall’inizio di quel campionato storico che portò il Torino per l’ultima volta a vincere lo scudetto, La Stampa ha intervistato George Garbero Pianelli, il nipote di Orfeo Pianelli, lo storico nipote del presidente più vincente della storia granata dopo Ferruccio Novo, il patron irraggiungibile del Grande Torino. Vive a Bruxelles e no0n ha mai spesso di seguire i granata, i colori con cui è nato. Ecco il riassunto del suo pensiero.
“E’ un anno speciale per me e la mia famiglia, ma è anche una tristezza immensa pensare che quello sia stato l’ultimo Torino vincente in Serie A. Da tanti anni galleggiamo, è tutto il contrario di quello che mio nonno aveva cercato di costruire. Eravamo una grande famiglia, grazie anche ad uno staff speciale, da Traversa a Bonetto, all’avvocato Cozzolino e tutti gli altri. Eppure quando era in vita molti il nonno se lo sono dimenticato. Spesso mi diceva, “non mi ricordano adesso, ma quando non ci sarò più lo faranno”: aveva ragione”.
“Andavamo a Superga ogni anno, i miei figli sono battezzati lì. La soddisfazione più grossa è stato far rinascere il Toro, tanto più dopo una tragedia, mi diceva. Ma ha avuto anche il grande rammarico di non aver continuato a vincere con una squadra fortissima. Torneranno i tempi d’oro? Se vendi ogni volta i migliori come fai… Sono stupito della perseveranza di questa società a voler continuare, non credo di aver visto una contestazione per così tanto tempo. Anche la mia famiglia l’ha subita, ma è l’univo punto di contatto. Mio nonno ha sposato un progetto trasformandolo in una seconda casa, l’ultimo piano della sede era utilizzato dai giovani che non avevano soldi… Trovo difficile da spiegare che nessuno di quei tempi sia mai stato coinvolto”.
“Futuro per il Torino di Cairo? O il patron rilancia con alcune stagioni molto positive, oppure deve valutare… Non vedo altri orizzonti. Un altro Pianelli al Toro? “Ci sono tante cariche onorifiche all’interno di una società per rispettare il passato, l’esempio sono grandi club europei: mi farebbe molto piacere. Il Comitato? E’ una iniziativa che deve essere valutata attentamente, ma l’avvocato Marengo, uno dei promotori, ha già dimostrato durante il periodo del fallimento le sue buone intenzioni”.


