Domani è il 58 esimo anniversario della scomparsa del grande Gigi Meroni, che sarà ricordato alle 11 con una cerimonia al cippo di Corso Re Umberto davanti al civico 46 e poi alle 16 al Museo del Grande Torino di Grugliasco con la consegna del famoso autoritratto. A ricordarlo intensamente è anche il suo grande amore Kristiane Uderstadt che con lui visse ogni attimo della sua esperienza (non solo) in granata. La Stampa l’ha intervistata, ecco un estratto.
“Mi porto dietro tutto a distanza di tanti anni. La mia vita è stata una sofferenza unica dopo quel giorno. Da quella volta, tutti gli anni faccio portare 3 rose rosse al cimitero di Como: Luigi era tutto, era il mio unico tesoro. Se penso all’amore, penso a lui. Non ho mai tolto l’anello che mi ha regalato, una fedina con dei brillanti. Chi era Meroni? Un ragazzo sempre pronto ad aiutare gli altri: speciale, eccezionale, altruista. Chi l’ha conosciuto non poteva non volergli bene. Era anche dolcissimo, ogni volta che tornava dall’allenamento mi portava una rosa: la mia anima gemella, perfetto per me. Ero sempre allo stadio ma i giornalisti non mi beccavano mai. Sapevano che avevo una pelliccia di leopardo, così la davo a qualcuno per non farmi riconoscere. Lui non voleva che mi fotografassero, era una forma di gelosia e protezione, mi piaceva anche per questo. Ero sempre disponibile a nascondermi. Lui amava il Toro, quando l’avevano venduto alla Juve scoppiò una rivoluzione in città e poi saltò tutto. Era felice lì, in quel gruppo”.


