Oggi ĆØ una giornata speciale, sentita, toccante anche se sono passati tanti anni dall’ennesima tragedia della storia granata. 58 anni fa moriva un dei giocatori più iconici, talentuosi, forti, umani, “impossibili” che abbia avuto il Toro: Gigi Meroni. Travolto in corso Re Umberto da un’auto pirata guidata da un giovane rampollo della Torino bene, quell’Attilio Romero poi incredibilmente diventato presidente del Toro tanti anni dopo, Meroni muore poche ore dopo in ospedale facendo ripiombare il mondo granata nel dramma a 18 anni dalla tragedia di Superga.
La Farfalla Granata, o Camilero come lo chiamavano i tifosi, nasce a Como il 24 febbraio del 1943 e nel 1964 si trasferisce per 300 milioni al Toro nel quale si mette subito in mostra per un calcio d’artista, sfrontato, eccitante. Ci vuole poco a farlo diventare l’idolo di una piazza che fa una vera e propria rivoluzione quando il patron Pianelli decide di venderlo alla Juventus: il passaggio salta e Gigi giura amore eterno al Toro.
Stamane Meroni sarĆ ricordato alle ore 11 in corso Re Umberto davanti al civico 46, dove c’ĆØ un cippo in suo onore. E alle 16 al Museo del Toro di Grugliasco con la donazione del famoso autoritratto che Meroni dipinse in una notte nella sua mansarda di Piazza Vittorio. Una leggenda, Gigi Meroni, strappato alla vita a soli 24 anni.



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