Intervistata da La Stampa, Susanna Egri la figlia 99enne ballerina dello storico tecnico del Grande Torino Erno Erbstein ha parlato anche del mondo degli Invincibili, facendo riemergere i suoi lucidi ricordi da ragazza.
“Avevo 23 anni nel 1949 e ricordo tutto. Con mamma avevo accompagnato papà a Milano, eccezionalmente giocavano di sabato per permettere al Torino il viaggio in aereo verso Lisbona. Abbiamo cenato insieme con tuitta la squadra al Touring Hotel, al nostro tavolo c’era Valentino Mazzola. Ricordo mio padre nel parcheggio che mi fa cenno con la mano: arrivederci”.
“A quel tempo ero già ballerina a Firenze, ma nel maggio del 1949 ero a Torino e stavo partendo per Parigi dove mi era arrivata una proposta di lavoro molto importante. Ho aspettato il ritorno di mio padre fino all’ultimo e poi ho detto a mamma: “Scusami con il babbo”. Il treno partiva alle 7, ero già piazzata nello scompartimento quando ho sentito due donne che dicevano “E’ caduto l’aereo del Toro, sono morti tutti. Ho fatto un balzo, subito dopo è arrivata un’amica di famiglia per tirarmi giù dal treno”.
“Sono salita a Superga, lasciavano avvicinare solo i parenti. Nella coda integra dell’aereo c’era la valigia che avevo prestato a mio padre, intatta, e dentro quello valigia c’era una bambolina in abiti folcloristici portoghesi. Era incartata, perfetta, il regalo postumo di papà.Da quel giorno non ho mai fatto neanche una conferenza stampa senza. Una delle regole fondamentali che ha insegnato papà il rispetto per gli altri. Quando il Toro sconfisse 10-0 l’Alessandria mio padre riprese i suoi giocatori: “Non bisogna umiliare l’avversario, basta sconfiggerlo”. Parole sante”.



quel 10 a 0 ancora il mandrogno Cairo non l ha digerito e da vent anni a questa parte si sta vendicando