Marco Ferrante, uno dei più grandi bomber della storia granata con 127 gol, ha concesso un’intervista a La Stampa per parlare del momento granata. In un momento in cui si cerca di ricostruire e di gettare le fondamenta per le prossime stagioni, lui saprebbe bene come fare. Ecco un estratto delle sue parole.
āNon basta dire Mazzola, Meroni o Ferrini, se non capisci chi erano realmente e cosa facevano. E non ho mai tollerato i nuovi che dicono che la maglia granata ĆØ diversa dalle altre, senza ancora averla indossata. Lo spirito che buttavamo in campo, anche se magari non eravamo dei fenomeni, era diverso. Dove non arrivavamo con la tecnica, mettevamo lāastuzia. Da dove ripartire? Dal settore giovanile e dalla tecnica di base: adesso i ragazzini imitano i grandi perfino quando calciano un rigore, invece di essere se stessiā.
Cairo se ha voglia e spirito può fare cose interessanti. Il direttore sportivo cāĆØ, lāallenatore pure, lo zoccolo duro anche: prenda spunto dal Bologna. Casadei e Prati possono rappresentare il futuro, ma il Toro torni a guardare in B o in C, non ĆØ un delitto prendere i migliori: se li metti nel contesto giusto. D’Aversa ĆØ un lavoratore, ha idee, sa trasmettere: sono caratteristiche giĆ importanti per la storia granata, ma deve avere tempo. Tornare al Toro? Torino ĆØ diventata casa mia. Se arrivasse una telefonata dal presidente e mi chiedesse di trasmettere lo spirito granata, la prenderei in considerazioneā.Ā
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Con tutto lāaffetto che ho per lui, come spirito granata ho conosciuto di meglio
spirito granata e mutande rattoppate per non spendere non vanno del tutto d accordo amico Fritz