Silvano Benedetti ha sempre inseguito nella sua carriera qualcosa di importante con il Toro senza arrivare all’obiettivo, ma appena finito alla Roma i granata vincono la Coppa Italia nel 1993. La Stampa ha raccolto i suoi pensieri prima di Torino-Roma di questa sera.
La Coppa Italia
“Le emozioni di quel notte sono indelebili. La Roma grazie a 3 rigori stava per fare l’impresa e ribaltare il 3-0 dell’andata, ma da tifoso ero contento, finalmente avevamo vinto qualcosa”.
Le lacrime
“Sì è incredibile se ci penso, andavo in una piazza molto importante e prestigiosa, ma ero cresciuto nel settore giovanile del Toro e al Toro volevo rimanere. E’ stato un colpo e ho fatto di tutto per restare, poi quando ho firmato giuro che la sera è stato un dramma, altro che champagne. Dopo il derby vinto 2-0 con doppietta di Casagrande incontro Borsano per chiedergli lumi circa le voci che giravano su una mia partenza verso Roma, mi risponde che non c’era assolutamente nulla di vero: invece poi ho saputo che ero stato venduto in anticipo”.
Stasera
“Per il Toro sarà una sfida difficilissima, la Roma è in uno stato di grazia ed è una grande squadra. Poi credo in Gasperini, lavora su un progetto e viene fuori strada facendo, non sono stupito della sua partenza. I giallorossi potrebbero competere per lo scudetto quest’anno. Dybala se sta bene fa sempre la differenza”.
Sogno Europa
“Il primo obiettivo è riconquistare la gente, poi da tifoso spero in un’annata come quella del Bologna di qualche anno fa: sogno un posticino in Europa”.
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