Amsterdam 1992: la notte in cui il Toro sfiorò l’Europa

Ci sono sconfitte che una tifoseria custodisce con più affetto di molte vittorie.

Per il popolo granata la finale di Coppa UEFA del 1992 è esattamente questo: due partite senza perdere, una coppa sfumata per la regola dei gol in trasferta e un’immagine destinata a diventare simbolo, quella di Emiliano Mondonico che alza una sedia al cielo di Amsterdam. Ripercorrere quella stagione significa raccontare la più bella cavalcata europea nella storia del Torino.

Dalla Serie B all’Europa

Il punto di partenza rende l’impresa ancora più significativa. Solo pochi anni prima il Toro giocava in Serie B. Con Mondonico in panchina la squadra risale, chiude quinta la stagione 1990-91 in Serie A e si guadagna la Coppa UEFA. È un gruppo giovane e affamato, trascinato sulla fascia da Gianluigi Lentini, con Marchegiani in porta, Cravero a guidare la difesa, Martín Vázquez e Scifo a dare qualità e il brasiliano Casagrande in attacco.

Il cammino europeo è netto: cadono in sequenza gli islandesi del KR Reykjavík, i portoghesi del Boavista, i greci dell’AEK Atene e i danesi del B 1903 Copenaghen.

La notte del Real Madrid

In semifinale arriva il Real Madrid di Butragueño, Hierro, Míchel e Hagi. All’andata, al Bernabeu, il Toro perde 2-1 ma tiene vivo il discorso qualificazione. Il ritorno, il 15 aprile 1992, è una delle notti più intense nella storia del Delle Alpi. Davanti a circa settantamila spettatori un’autorete di Rocha, propiziata da un cross di Lentini, sblocca la partita, e Luca Fusi firma il 2-0 che vale la prima finale europea del club. Quella sera la città si riempie di bandiere granata.

L’andata al Delle Alpi

L’avversario in finale è l’Ajax di Louis van Gaal, con Bergkamp, Jonk e Winter: una squadra giovane, organizzata e considerata da tutti la favorita. Bastava guardare i nomi in campo per capire che il Toro partiva con l’etichetta di outsider.

L’andata, il 29 aprile, si gioca a Torino. Jonk apre le marcature con una conclusione da lontanissimo che sorprende Marchegiani. Casagrande pareggia nella ripresa, Pettersson riporta avanti gli olandesi su rigore, ancora Casagrande firma il 2-2 nel finale. Il risultato lascia il Toro in corsa, ma con un peso enorme: i due gol segnati in trasferta dall’Ajax.

Amsterdam, 13 maggio 1992

Il ritorno è la partita che ogni tifoso granata conosce a memoria. Il Toro gioca con coraggio e domina a lungo, ma la porta olandese sembra stregata: due pali e una traversa, quella colpita da Gianluca Sordo, negano il gol che avrebbe consegnato la coppa a Torino. Poi l’episodio che cambia la storia della serata. Su un contatto in area tra Roberto Cravero e Frank de Boer l’arbitro jugoslavo Zoran Petrović lascia correre, e dalla panchina granata parte la protesta più famosa del calcio italiano. Mondonico afferra una sedia e la solleva verso il cielo.

Finisce 0-0, e l’Ajax vince la Coppa UEFA senza aver battuto il Torino in nessuna delle due partite. Con quel successo gli olandesi diventano il secondo club a conquistare tutte e tre le competizioni UEFA dell’epoca. Il primo era stato la Juventus, un dettaglio che a Torino aggiunge amarezza all’amarezza.

Il senso di una sedia

Anni dopo, Mondonico spiegherà quel gesto definendo la sedia un’arma “da osteria”: un modo istintivo e quasi popolare di ribellarsi a ciò che sentiva come un’ingiustizia. Forse è proprio per questo che l’immagine è diventata un simbolo granata, capace di raccontare meglio di mille parole il rapporto del Toro con la sorte e il suo modo di stare al mondo.

Un’estate di imprese piemontesi

Quell’anno, però, lo sport torinese aveva in serbo un’altra pagina capace di scaldare il cuore di chi ama le sfide impossibili. Il 18 luglio 1992, appena due mesi dopo Amsterdam, il Tour de France arrivò al Sestriere, nell’unica tappa italiana di quell’edizione. Claudio Chiappucci partì in fuga sulle prime salite e attraversò da solo i grandi colli alpini per circa duecento chilometri, tagliando il traguardo davanti a Miguel Indurain. Chi oggi segue il grande ciclismo, tra dirette, statistiche e quote su piattaforme come NetBet.it, ricorda ancora quella giornata come una delle imprese più belle nella storia del Tour.

Redazione

Seguici su

Aggiungi tifogranata.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Altre notizie