Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport è intervenuto Davide Vagnati. Il direttore tecnico del Toro ha svelato un retroscena sul suo rapporto con il presidente Cairo, queste le sue dichiarazioni:
“Impressionai Cairo per l’affare Gomis, il portiere. E sul trasferimento di Bonifazi pensavo che non fosse conveniente per la Spal, lo dissi e restai fermo sulle mie posizioni. Il presidente Cairo mi confidò che gli era piaciuto il mio atteggiamento, teso al bene e agli interessi della società per cui lavoravo. Sento molto la responsabilità del denaro altrui. Se i soldi sono miei, posso fare ciò che voglio. Se non sono miei, devo stare più attento e ottenere il massimo. Devo avere cura dei capitali della proprietà. Nel calcio si parla di milioni come di noccioline, ma serve cautela, un milione è un milione. Sono genovese il giusto: se penso che un investimento meriti, procedo. Al Torino penso di essere cresciuto, perché lavorare a contatto con il presidente Cairo è come fare un master quotidiano, lui è un negoziatore nato. Ha un impero e potrebbe goderselo, ma è sempre sul pezzo, tutti i giorni. Cerco di stare al passo. Ho addosso un’inquietudine costante, però positiva. Non stacco mai”.



Che duo forse erano meglio Gianni e Pinotto
Ma veramente credi alle stupidaggini che ti escono dalla bocca? 😭
Pezzente nato
Nella foto il cancro e la metastasi della storia del Toro.
Tratto dal film “Scemo&piu Scemo”
Lo sapevo che c’ era Qualcosa di morboso nel loro rapporto🤣🤣🤣
Il re del prestito
Lecchino di M
Siete solo dei ciarlatani, due piazzisti della peggio specie
Sai che fortuna😂😂😂