Sessantasette anni, di cui trenta al Toro. Alla voce fedelissimi, c’ĆØ Giacomo Ferri, l’ex difensore degli anni 80′ prodotto del vivaio che ha giocato tanti anni in prima squadra, poi ha fatto anche l’allenatore e il dirigente. Oggi compie 67 anni, l’occasione per un bilancio della vita. E’ stato sentito da La Stampa. Ecco le sue parole.
āll Toro ti entra dentro da ragazzino, fai gruppo nel pensionato, hai i grandi come punto di riferimento. Siamo stati dei privilegiati, ma eravamo anche bravi: tanti anni dopo contro il Tirol in Coppa Uefa eravamo in 11 su 16 cresciuti nel settore giovanile. Il flash? Non mi dimenticherò mai quando Pulici arriva al Filadelfia con un Mercedes verde e scende dalla macchina con la pelliccia, andava di moda. Quellāanno era un Bronzo di Riaceā.Ā
āI granata oggi sono imprevedibili, discontinui. Alternano prestazioni di alto livello contro squadre importanti a tante sottotono. Mi aspetto uno scatto contro il Como, ma sarĆ un altro test difficile: Fabregas guida una realtĆ in grande crescita. Non mi aspettavo tutti questi gol subiti, ma il problema ĆØ a monte quando perdi il possesso palla: tutti e 10 devono difendere”.
āDa tifoso chiudo gli occhi e penso ai buoni giocatori che abbiamo avuto negli ultimi anni: se non li avessimo vendutiĀ adesso faremmo le coppe e saremmo a ridosso dei primi 4. Però la realtĆ ĆØ questa, non si può fare diversamente. Per lāEuropa occorre una squadra di un certo tipo, lāunico reparto pronto ĆØ in attacco se tutti stanno bene. Ma per migliorare gli altri reparti devi aprire il portafoglio, cosa che in Italia fanno in pochi. O essere bravo a prendere i giocatori giusti. In passato cāĆØ riuscitoā.
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Diglielo alla grandissima tdc che dice di essere il presidente.
Ma va?
Ha ragione. Alcuni sono finiti nell oblio ma da noi hanno fatto tanto.. Penso a Cerci e Belotti… Ma molti si sono affermati.. Bremer, darmian, immobile..