Domani, lunedì 3 agosto 2026, Urbano Cairo raggiungerà un traguardo importante: saranno passati dieci anni dall’arrivo alla presidenza e alla carica di amministratore delegato di Rcs MediaGroup.
Un risultato che rappresenta una delle tappe più significative di un percorso iniziato con la fondazione di Cairo Communication, società quotata in Borsa dal 2000. Nel corso degli anni l’imprenditore ha costruito il proprio gruppo editoriale attraverso diverse operazioni, tra cui il lancio nel 2004 di tre riviste di successo: Di Più, Di Più Tv e Diva e Donna.
Nel 2005 è arrivato l’ingresso nel mondo del calcio, con l’acquisizione del Torino dopo il fallimento del precedente club e la successiva ripartenza sotto il nome di Torino FC. Nel 2013 Cairo ha poi ampliato il proprio impero con l’acquisto di La7, prima del passaggio decisivo alla guida di Rcs dieci anni fa.
Poco spazio al Torino nell’intervista al Corriere della Sera
Il futuro e le vicende del Torino trovano però soltanto un breve spazio nella lunga intervista concessa da Cairo al Corriere della Sera. Il presidente granata si concentra soprattutto sui risultati ottenuti nel settore dell’editoria, sui conti dei quotidiani, sulle attività televisive e sugli aspetti legati alla politica.
Il club granata viene citato soltanto nella parte finale del confronto, quando il giornalista affronta il tema delle critiche ricevute negli anni. Tra i paragoni emerge quello con Silvio Berlusconi, ex datore di lavoro di Cairo all’inizio della sua carriera e protagonista della grande storia del Milan.
Cairo: “Il Toro si può vendere, ma serve il progetto giusto”
Durante l’intervista viene evidenziato come, secondo alcuni osservatori, il percorso di Cairo alla guida del Torino non abbia avuto lo stesso impatto ottenuto da Berlusconi nel calcio. Allo stesso tempo viene però riconosciuto il valore raggiunto nel mondo dell’editoria, con realtà come Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport considerate patrimoni di grande prestigio.
Sul futuro del club granata, Cairo ha dichiarato: “Il Toro, se arriva qualcuno con i soldi e la passione giusta, posso anche venderlo. Ma non si è ancora presentato nessuno”.
Dopo questa breve parentesi dedicata alla società granata, l’intervista è tornata rapidamente sui temi legati a La7 e al gruppo editoriale.
Seguici su
Aggiungi tifogranata.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



È stato fortunato il como a il presidente più ricco della serie A può vincere tutto come il paris
Nessuno deve fare abbonamento
W Toro!
Pensa a mandar via quel lecchino del mattino
Purtroppo non bisognerebbe più andare allo stadio e sapeste quando mi duole, parlo della Lazio,ne ho visto di cotte e di crude,ci hanno massacrato in tutti i modi…. basta pensare che Zaccagni e Immobile prima,sono tra i giocatori più tartassati di falli … scusate il mio sfogo da tifoso….ora ci manca pure questo problema della dirigenza.Vedete voi come potete fare….. Saluti ai granata.
Secondo me tra Gennaio Febbraio vende il Toro
Palle !! Scritto su SOLE 24H CHE ERANO ARRIVATE LE PRIME OFFERTE A BANK OF AMERICA ….PALLE PALLE ENORMI PALLE
Serie B ovini
Ovvio che non si presenta nessuno a fare un offerta,chiede cifre folli,fuori da qualsiasi logica……per di più vendendo una società vuota,senza nessuna proprietà, dove tutto è in affitto o in prestito con diritto di non riscatto!!!!
Con quella faccia un po’ cosi’……..!
IL TORINO E CHI LO CIRCONDA SONO DEI FALLITI, IPOCRITI E INCOERENTI!