Policano: “Cairo? Se pensa che il Toro degli anni ’90 non sia da ricordare…”

Policano difende il lavoro di Abate e invita il Torino alla pazienza: servono tempo e intensità per puntare all’Europa

Il Torino è ancora alla ricerca della propria identità dopo un’estate caratterizzata da profondi cambiamenti. Della situazione dei granata ha parlato Roberto Policano, che in un’intervista a Tuttosport ha analizzato il lavoro portato avanti da Ignazio Abate. L’ex giocatore invita a non affrettare i giudizi: una squadra profondamente rinnovata e affidata a un allenatore nuovo ha bisogno di tempo prima di poter esprimere con continuità il proprio potenziale.

Il nuovo corso granata ha bisogno di tempo

Secondo Policano, le prime partite non sono sufficienti per tracciare un bilancio definitivo. Il Torino ha alternato momenti convincenti ad altri più complicati, ma il percorso è appena iniziato. «Non è tutto da buttare, ci sono state prestazioni altalenanti, alcune buone altre no, ma c’è un allenatore nuovo. Abate ha idee interessanti, bisogna dargli tempo per far recepire ai giocatori il suo modo di intendere il calcio». Una delle principali richieste del nuovo tecnico riguarda il ritmo con cui affrontare le partite e il coinvolgimento dell’intero gruppo. Policano individua proprio in questo uno dei margini di crescita più evidenti: «È un allenatore che vuole intensità, partecipazione da parte di tutti, su questo dovrà lavorare un po’ di più e la sosta potrà aiutare ad oliare certi meccanismi». La pausa, dunque, può offrire ad Abate l’occasione per dedicarsi al lavoro sul campo e rendere più automatici i movimenti della squadra.

Europa, una strada piena di ostacoli

Il discorso cambia quando si parla di Europa. Per Policano, il Torino dovrebbe confrontarsi con una concorrenza particolarmente agguerrita, composta da diverse società che hanno già costruito organici competitivi. «Sopra il Toro ci sono sempre 8-9 squadre attrezzate e pronte per andare a lottare per obiettivi europei, quindi chiaramente è difficile». In questo scenario, una semplice annata sopra le aspettative potrebbe non essere più sufficiente: «Per arrivare oggi a giocare le Coppe bisogna attrezzarsi e fare una grande squadra, non basta nemmeno più essere la sorpresa».

Il ricordo del Toro degli anni Novanta

Nell’ultima parte dell’intervento, Policano torna invece sul Torino dei primi anni Novanta, prendendo posizione rispetto alle parole di Urbano Cairo. L’ex granata difende il valore di quella squadra e dei traguardi raggiunti in quegli anni. «Ognuno la pensa come vuole, se Cairo crede e pensa che quel Torino di inizio anni 90 sia stato un Toro normale da non ricordare, allora immaginiamoci quello che ha fatto lui per venti anni…». Policano richiama quindi alla memoria i risultati ottenuti da quel gruppo, sottolineando il peso della finale europea e della conquista della Coppa Italia: «Mi sembra un po’ un’esagerazione non ricordare l’unica volta che il Toro è arrivato in finale di una Coppa Europea, l’ultima che ha vinto una Coppa Italia. Certo, se per lui la Coppa Italia non è niente è giusto che non lo ricordi».

Redazione

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Pippo
43 secondi fa

Beh, la sua posizione nei confronti dell’utraventennale proprietà è da sottoscrivere in massa!

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