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De Biasi: “Toro in alto, la società ha lavorato bene. Italia? Non penso di tornare”

Tifogranata.it ha contattato in esclusiva Gianni De Biasi, il primo allenatore dell’era Cairo protagonista nel 2005/06 dell’incredibile cavalcata promozione.  Da 12 anni ormai lavora all’estero, prima ha portato l’Albania a centrare una storica qualificazione per Euro 2016, adesso ci riprova con l’Azerbaigian. Ma non smette di seguire il calcio italiano e il Torino. Questa la prima parte dell’intervista

 

De Biasi, un altro “miracolo” è possibile?

“Si può fare anche con l’Azerbaigian, a patto che tutti ci credano: non solo l’allenatore, anche la squadra e l’ambiente. Siamo in un girone molto duro con Belgio, Austria e Svezia, ma le ultime partite ci hanno dato più consapevolezza. Arriviamo da 5 vittorie di fila, un record da queste parti”.

Come si vive a Baku?

“A parte il traffico bene. E’ comunque una città di 3 milioni di abitanti, bellissima la parte vecchia, quella che si vede in televisione quando c’è il Gran Premio”.

Il cibo?

“Si mangia bene, ma quasi sempre carne e soprattutto pecora. Fortunatamente sono un ottimo chef, mi prendo le materie prime al mercato e le cucino come se fossi in Italia”.

Le manca il nostro paese?

“Mi mancano gli affetti e comunque non vivo dall’altra parte del mondo. Diciamo che su 12 mesi 10 li passo qua”.

E’ da 12 anni che trova lavoro all’estero. Ma in Italia non la cercano più?

“Sì, recentemente ho ricevuto un’offerta, ma preferisco restare dove sono. Ho un contratto da rispettare. Ormai mi sono abituato. E mi diverto: sono curioso a scoprire altre realtà, usi e costumi. Nell’ultimo weekend sono passato dal deserto a giardini e piante di tutti i tipi. In Azerbaigian ci sono sette aree climatiche diverse”.

Prima o poi pensa di tornare?

“Ormai ho 66 anni, è difficile. Non voglio allenare per sempre”.

Il Torino come lo vede?

“Molto bene, non me l’aspettavo così in alto, ma la posizione è meritata. E’ il frutto del buon lavoro fatto dalla società e dall’allenatore”.

Eppure una parte dei tifosi non è contenta,  si aspetta sempre di più.

“Se c’è solo la voglia di contestare ed essere disfattisti, non si va da nessuna parte. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

(continua)

 

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