La prima di una lunga ed emozionante storia. Il 23 novembre 1986 esordiva in Serie A, ad appena 17 anni, il talento più cristallino uscito dal settore giovanile del Torino degli ultimi 50 anni: Gigi Lentini. Entrò all’81’, al posto di Corradini, nella sfida contro il Brescia persa 2-0.
Lentini è stato una gemma preziosa di una scuola, quella del Filadelfia, che negli anni 80 era abituata a sfornare giocatori importanti con continuità. E Gigi rappresenta in pieno quella scuola, quella maglia e anche, purtroppo per i tifosi, un po’ la storia dei granata. Che allevano campioni e poi li vendono al massimo del profitto.
Una storia che Lentini tocca con mano, quando nel giugno del 1992, dopo una doppia finale di Coppa Uefa persa con l’Ajax senza perdere in campo, finisce al Milan per la somma record per il tempo di 18.5 miliardi di lire. Praticamente costretto ad accettare dopo la corte serrata portata in prima persona da Berlusconi, che lo porta ad Arcore in elicottero.
La storia dirà anche che Lentini, un anno dopo, è coinvolto in un grave incidente sull’autostrada Torino-Piacenza. Resta in coma due giorni, poi pian piano si riprende, ma non tornerà più completamente quel calciatore che, con la palla tra i piedi, sulla fascia era davvero imprendibile e devastante.
Al cuor, però, non si comanda e Lentini, dopo essere passato anche dall’Atalanta, nel 1997 torna al Toro e ci resta fino al 2000. Per lui, in tutto, 248 partite in granata, con 30 gol e 11 assist.
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