Non sono passati inosservati i fischi e i cori contro il presidente Urbano Cairo durante le celebrazioni per i 75 anni dalla tragedia di Superga. Il patron granata ne ha parlato ai microfoni dell’Ansa, queste le sue dichiarazioni:
“A Superga tantissima gente mi ha detto ‘presidente non mollare, tieni duro’. È vero che c’è stato qualche momento di contestazione ma succede perché ci sono alcuni che influenzano tutti gli altri. Fa più rumore un albero che cade che la foresta che cresce.
Anche al centro Robaldo, dove abbiamo posato il primo campo del nostro centro giovanile c’è stato un tifoso, uno, che quando sono arrivato mi ha detto di vendere il Torino, ma tutti gli altri erano felici. Un anno a Superga, nel 2011, ci fu una contestazione forte, ma eravamo ottavi in Serie B. Oggi siamo reduci da tre annate tutto sommato normali. È vero che l’obiettivo era quello di fare meglio e andare in Europa, per altro mancano ancora tre partite quindi vedremo come andrà. Ma da quando ho riportato il Toro in Serie A nel 2012 siamo stati sette volte nella parte sinistra della classifica, questa forse potrebbe essere l’ottava, ed era quello che mi chiedevano i tifosi allora”
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