“Meroni il più forte, che botte con Sivori. Il Torino di adesso? E’ solo business, quello vero è morto nel 2005

Le parole a La Stampa di Mirko Ferretti che oggi compie 90 anni

Amilcare Ferretti, detto Mirko, ha rilasciato una lunga intervista a La Stampa per i suoi 90 anni. Ecco alcuni ricordi dell’ex calciatore granata, poi spalla di Gigi Radice. E anche il suo pensiero sul Torino attuale.

 

Meroni. “Una volta con la Lazio passo la palla a Meroni una palla solo da spingere in porta, lui prima di segnare ne dribbla tre e poi mi dice: “E’ troppo facile fare gol subito. Era il più forte Gigi. Spesso tornavamo a casa insieme con il suo Duetto, gli piaceva andare veloce, anche troppo. E quando ha preso la mansarda in piazza Vittorio mi sono quasi trasferito lì, preparava un ottimo filetto. Era anche intelligente, ben voluto da noi e da Rocco: guai a toccarglielo. Una volta in ritiro ad Alpignano i tifosi juventini lo prendevano in giro, ma poi qualche sberla se la sono presa. Rosato e Poletti non erano proprio dei santi”.

 

I derby. “Che botte nel 1963, tutto è cominciato con Sivori che, oltre ad essere bravissimo con i piedi, lo era anche con la lingua. Complice un risultato pesante per noi, a Ferrini diceva “vieni a prendere la palla borracho”, da lì è iniziata una caccia all’uomo, io e Castano, che mi diede una gomitata, siamo stati espulsi”.

 

Radice.  “Non aveva gli “occhi di ghiaccio” e non era un “sergente di ferro” come si pensava. Lui diceva che la condotta da sportivi si vedeva la domenica sul campo, non ha mai messo becco nella vita privata. Pensate che il ritiro a Bardonecchia l’abbiamo fatto cin le famiglie. Il lunedì sera andavamo alla discoteca Charlie Brown tutti insieme, poi ognuno tornava nel proprio albergo. A Torino avevamo lanciato anche una serata diversa a Villa Sassi, dove il venerdì sera si parlava di tutto tranne che di calcio: erano tempi duri, tra sequestri e Brigate Rosse”. 

 

Torino di oggi. “Mi piace pensare bene di un ambiente dove ho vissuto 15 anni meravigliosamente. Del Torino però rimane solo il nome, questa è un’altra storia cominciata nel 2005. Il tifoso lo deve capire: se gli piace va alla partita, altrimenti resta a casa. Inutile gridare”.

Redazione

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1 anno fa

La mia prima intervista a Ferretti all’Alessandria nel 1982

Commento da Facebook
1 anno fa

Il toro è morto tanto tempo fa circa 30 anni.
Da allora solo una sbiadita controfigura,e con i costi di oggi non riesce più ad emergere,la legge bosnam ha dato il colpo di grazia.

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