Per Luigi De Canio ĆØ come una sfida tra “figli” quella di Napoli e Torino tra Antonio Conte e Roberto D’Aversa. Ha “battezzato” il primo come collaboratore tecnico ai tempi del Siena e avuto il secondo quando era un giocatore. Ecco le sue parole nell’intervista a Tuttosport.
“Roberto DāAversa faraĢ bene sulla panchina del Toro e aiuteraĢ i granata a tirarsi fuori dalle zone calde della classifica. Contro la Lazio ha giaĢ dimostrato lāimpatto che puoĢ avere”.
“Ricordo che Roberto non voleva mai perdere durante le partitelle e ogni volta che gli fischiavo un fallo lanciava per protesta il pallone fuori dal campo. CosiĢ lo multavo di 50 euro: a fine anno, quando ci fu la raccolta benefica coi proventi derivanti dalle multe ai giocatori, gli dissi che due terzi della cifra arrivava da lui. Battute a parte: DāAversa era un leader in mezzo al campo e con i consigli di uno come Conte affinoĢ ulteriormente la sua leadershipĀ».
Ā«Il pregio principale di Roberto era la grande volontaĢ di imparare e migliorarsi sempre. Era attento a tutto quello che riguardava la preparazione della partita e le scelte che operavo: una curiositaĢ che lo portava a confrontarsi per accrescere le sue conoscenze”. Il difettoĀ eĢ facile: era un poā fumatino di carattere. Non so quante volte gli avroĢ detto di stare calmo…Ā».
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