Claudio Sala si è immerso nel mese del ricordo e dell’orgoglio che culminerà il 16 maggio con la partita celebrativa dei 50 anni dell’ultimo scudetto del Torino. Il Poeta del gol, che di quella squadra era anche il capitano, ha parlato al podcast Torostoria.
“Il Torino è tutto ed è stato tutto, chi non conosce la storia granata non può capire cosa significhi essere del Toro, per me è la squadra più importante del mondo… Pianelli mi prese su suggerimento del dottor Bonetto e di Ellena che venne a vedermi a Napoli…Sono arrivato in una squadra che aveva un’identità ben precisa, con Cereser, Fossati, Puia, Agroppi, Ferrini, Pulici… Ho amato Ferrini perchè per carattere era come me, poche parole ma aveva gli occhi che parlavano. Era un giocatore tattico con grande ambizione, per me è stato il massimo ricevere fascia da capitano proprio da lui… Ritrovo Radice che ho avuto anche a Monza, era molto severo ma ci faceva capire che bisogna fare sacrifici per ottenere risultati: in quello scudetto ha messo tutto”.
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Il poeta del gol ha sempre ragione di quello che dice, tutto il resto sono chiacchiere.
Il Toro e’ cio’ che ti ispira per tutta la vita. E’ la carica che ti sale prima di un derby. Ecco perché il Toro e’ morto! Purtroppo , noi che vi abbiamo vissuto nel 1976 siamo ancora pregni di quell’amore e di quell’agonismo sano con cui vi esprimevate sul campo per farci innamorare del Toro. Grazie Claudio , fantastico Capitano
Datti al vino
Parole sante
Resta il grande calciatore, delude l’uomo.
Ma mollala lì piagnone!! La pro Vercelli è il. Genoa sono uguali ma non fanno tutto sto piagnisteo….. datevi da fare a onorarla sta storia(piccola) che si vergognano gli avi
Mi hai profondamente deluso
Quindi anche Pasquale Bruno non conosce.
Infatti,vai a organizzare con Cairo.Questo è il rispetto per i tifosi del Toro?
Diglielo al masiota…