Pulici: “Il Toro era come un altro figlio per me. E su Ferrini…”

Il podcast ToroStoria si è arricchito di una nuova puntata, questa volta con protagonista Paolo Pulici

Il podcast ToroStoria si è arricchito di una nuova puntata, questa volta con protagonista Paolo Pulici. La leggenda vivente granata ha parlato del suo rapporto con il Toro, questo uno stralcio delle sue dichiarazioni

 

LE PAROLE DI PULICI

 

“Quando mia figlia mi chiedeva che cos’era per me il Torino, io gli dicevo che era un’altra figlia, che era maggiore di lei, perché ho incominciato prima a giocare con quella maglia e lei mi guardava con quello sguardo da bimba soddisfatta, contenta per quello che dicevo. Quando sono arrivato a Torino, ho capito l’importanza che c’era. A parte la prima squadra del Torino, Combin, Ferrini, c’erano dei giocatori che era una vita che li leggevo sui giornali, e invece li ho conosciuti di persona e questo è stato un qualche cosa di veramente grandioso. C’era Giorgio Ferrini, che era uno che ti guardava e già lo sguardo ti diceva tutto. Grazie a lui noi abbiamo imparato tantissime cose, come ci si comporta in campo, chiedere scusa all’avversario quando gli si da la legnata… roba che con me tanti non lo facevano nemmeno. Era il capitano, nel vero senso della parola. Perché lui era una di quelle persone che parlava pochissimo, difficilmente lo sentivi lamentarsi, insultare e fare. E quando si parlava bisognava dir le cose che si pensavano, bene, giuste, di modo che la gente che ci vedeva e ci ascoltava capiva che noi eravamo il Toro. Essere il Toro era una cosa importantissima per tutti”.

Redazione

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