Ruggero Radice, figlio dell’indimenticabile Gigi Radice, ha parlato a La Stampa dei ricordi dello scudetto del 76 e del Torino allenato da suo papà in due circostanze diverse. Ecco un estratto della sua intervista.
“Vedere i suoi ragazzi ancora uniti mi emoziona, è una cosa straordinaria e rara, un omaggio a quello che ha fatto. Papà era un gigante, persona all’antica, con valori. La passione per il calcio me l’ha trasmessa lui, come il virus granata. Quegli anni sono stati un’epoca meravigliosa, papà era in una fase straordinaria della carriera, era giovane e vincente. Mi portava spesso al Filadelfia ed io ero il bambino più felice del mondo. Ci teneva molto ai risultati, non gli piaceva proprio perdere, era un vincente. L’ho visto contento molte volte. I derby? Battere la Juve era una goduria totale, ma se perdeva… Per fortuna il Toro era quello vero, giocava per vincere e lo faceva. Vorremmo tutti fosse ancora così. La settimana del derby la sentiva in modo speciale, come tutti. In città c’era un clima diverso. Oggi sembra una sfida impari, è più facile che vinca il Sassuolo contro la Juve: il Toro si paralizza”.
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