LIVE – D’Aversa: “Vietato pensare al derby”

Il tecnico del Torino, Roberto D'Aversa, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la trasferta di Cagliari

Il tecnico del Torino, Roberto D’Aversa, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la trasferta di Cagliari. Queste le sue dichiarazioni

 

SETTIMANA – “I ragazzi si sono comportati bene, non abbiamo tirato i remi in barca e sono orgoglioso. Il Cagliari deve ancora raggiungere l’obiettivo, noi vogliamo cancellare la brutta prestazione di Udine. Non ci saranno Ismajli e Anjorin, poi non farà parte dei convocati Tameze”

 

CAGLIARI E DERBY – Noi non dobbiamo avere distrazioni, pensiamo solo al Cagliari. Là si gioca contro una regione intera, dovremo farci trovare pronti sotto tutti gli aspetti. E loro devono ancora raggiungere l’obiettivo. pensiamo solo al Cagliari. Le pressioni sono le solite, non ce ne sono altre. Non dobbiamo farci distrarre da nulla, pensiamo solo che a Udine abbiamo fatto una prestazione sottotono e vogliamo dare valore all’ultima trasferta di questo campionato”

 

SIMEONE – “Anche Zapata e Adams sono importanti. Il Cholito sta facendo molto bene e mi fa piacere, faccio un appunto: quando ho letto i nomi nella lista della Nazionale argentina, sono rimasto stupito di non vederlo. Non faccio polemica, ma me lo aspettavo in quella lista. Ho avuto Gervinho, Kulusevski, Cornelius e Inglese, anche loro hanno fatto grandi cose. Ma Simeone è tra i più bravi che ho allenato, lui ha tanta fame di fare bene e segnare. Fa sempre la scelta giusta, è un premio al suo modo di interpretare ogni singolo allenamento: faccio fatica a risparmiargli qualche minuto di allenamento, come Vlasic. Sta ottenendo tutto questo grazie al lavoro settimanale”

 

STORIA DEL TORO – “Non vedo altri club in Italia che possono avere manifestazioni del genere. Il 4 maggio è come una tragedia, ma che a distanza di anni ci si riporta tanto affetto…è un po’ come vederla. Nella tragedia si è persa una squadra, ma non verranno mai dimenticati. Parlare di fortuna per una tragedia anche no, ma il Toro può vantare di quella squadra e di quella che oggi calcherà il campo e che ha vinto lo scudetto 50 anni. Quando esco dallo spogliatoio ho la foto di Gigi Radice, me lo bacio sempre: è stato mio allenatore a Monza ed è stato un secondo padre, una persona squisito. Ricordo anche il figlio Ruggero e la sua famiglia, ho un bel ricordo non solo per il professionista ma anche per lo spesso umano. Che è la cosa più importante”

Redazione

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