Il futuro della panchina del Pisa potrebbe presto incrociarsi, in modo tanto inatteso quanto strategico, con le dinamiche economiche del Torino. Dopo la dolorosa retrocessione in Serie B, il club nerazzurro è fermamente intenzionato a programmare un’immediata risalita e, per farlo, è alla ricerca di una nuova guida tecnica di grande esperienza. Tra i profili valutati con maggiore attenzione dalla dirigenza toscana è tornato prepotentemente in voga nelle ultime ore quello di Marco Baroni, che si contende il posto con Fabio Pecchia, anche se l’ultima parola spetterà come sempre al patron Alexander Knaster. Per affrontare un campionato complicato come la cadetteria serve un profilo solido, capace di gestire la pressione e di plasmare un gruppo vincente fin da subito, e in questo scenario Baroni garantisce l’affidabilità e la profonda conoscenza del calcio italiano necessarie per far ripartire il progetto.
I RISPARMI PER CAIRO
L’eventuale sbarco dell’allenatore sotto la torre pendente, tuttavia, non rappresenterebbe solo una suggestione di campo, ma avrebbe un impatto diretto e molto positivo anche sulle casse del Torino. Il presidente Urbano Cairo spera infatti in una fumata bianca, poiché attualmente ha ancora a libro paga Baroni con un contratto valido fino al 2027 a un ingaggio da circa 1,2 milioni di euro netti a stagione. Di conseguenza, l’approdo del tecnico in Toscana permetterebbe al club granata di alleggerire sensibilmente il proprio monte ingaggi, trasformando una scelta sportiva del Pisa in un eccellente affare economico per la società piemontese.
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