Oscar Brevi sarà tra i protagonisti della Partita della Leggenda in programma sabato al Filadelfia alle opro 19,30, evento benefico che vedrà un folto gruppo di ex calciatori granata sfidare una selezione di artisti e personaggi legati al mondo dello spettacolo di fede granata. Appena è stato invitato non ci ha pensato un attimo il primo capitano dell’era Cairo: per il il Toro ha un posto speciale nel cuore. Ecco le parole raccolte da La Stampa. “Sono già stato al Filadelfia. ma non ci ho mai giocato: il nostro centro sportivo era a Giaveno. Sono molto contento dell’invito, allenando la Primavera del Monza pensavo di non farcela”.
Brevi ha poi ricordato l’anno della fantastica promozione
“All’inizio ci ritrovavamo di notte, sembravamo degli scappati di casa. Quando ci siamo trasferiti ad Orbassano ci pareva di stare a Wembley. Accettai dopo che Padovano, con cui avevo giocato a Como, mi contattò chiedendogli di aiutarlo: quando mi ha chiamato il Toro sono partito subito. Ma dopo 2 giorni scoppia il caos, non riusciamo più ad allenarci, non abbiamo neanche le maglie… Poi subentra Cairo. E una squadra fatta di tanti ragazzini con qualche vecchietto fa un campionato incredibile, giocavamo ogni tre giorni, senza aver fatto un’adeguata preparazione. Indimenticabile l’esordio contro l’Albinoleffe. Arriviamo all’appuntamento con pochissimi allenamenti e allo stadio non sappiamo neanche la formazione, nè chi sia il capitano. La fascia me la sono trovata vicino alla maglia. Eravamo un gruppo che non si conosceva nè a livello umano e nè calcistico, però ci siamo incastrati perfettamente facendo qualcosa di incredibile. A volte il calcio è difficile da capire, ma noi eravamo un spogliatoio di uomini veri: magari non bravissimi, ma con gli attributi. E’ stata un’annata esaltante: sarà molto difficile ripetere una cosa così”.
Tempi moderni
“Errori sono stati commessi, ma il Toro mi è rimasto dentro e mi auguro possa vivere tempi migliori. Qual è la ricetta? Basta poco, non serve vincerlo scudetto. Il Toro merita di essere al livello di Bologna e Atalanta. Non è facile, ma deve giocarsi l’accesso alle coppe: la storia conta”.
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Grande capitano però 21 anni di gestione Cairo ha azzerato tutto purtroppo
….la preistoria…
Lo pensano tutti !!! Tranne il pagliaccio di Masio ed i suoi fedele cairoboys !!!
Il toro nn merita una cosa questo presidente
Con la Tdc già è molto che ci salviamo.
Be io direi un po’ più dell’Atalanta,come storia non c’è proprio paragone,ma questi sono del mestiere?