Ci lascia nel 2018 Gustavo Giagnoni, allenatore del Torino per due stagioni e mezza (1971-1974). Il presidente Orfeo Pianelli lo chiama per imprimere a squadra e ambiente una forte scossa. Giagnoni ĆØ un uomo attento e umorale, avverte subito che la piazza granata ĆØ stata per troppo tempo depressa e che cāĆØ assoluto bisogno di una svolta. Senza alcuna paura lancia subito il guanto di sfida alla Juventus. Per dare ancor più il segno della sua carica, incomincia a presentarsi in campo con sciarpa e colbacco scaramantici, anche quando il clima non ĆØ più invernale. La gente granata lo adotta subito come beniamino. I risultati arrivano immediatamente: nella prima stagione Giagnoni arriva ad un passo dal tricolore, che il Torino perde per un solo punto di distacco dalla Juventus. Nella stagione successiva il Toro giunge sesto. La magia di Giagnoni si affievolisce e il rapporto si spezza: tanto che al Torino, a metĆ della stagione 1973-ā74, torna Mondino Fabbri.
A lui si deve anche la definitiva consacrazione di Paolo Pulici, finalmente in grado di esprimere tutto il suo potenziale.
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