Giovanni Simeone è ancora a secco in campionato, ma la fiducia di Ignazio Abate nei confronti dell’attaccante argentino non è mai venuta meno. Il tecnico del Torino sta valutando con attenzione l’utilizzo di due punte, per ridurre l’isolamento del Cholito e favorirne il ritorno al gol. Durante la pausa Abate lavorerà soprattutto sul 4-4-2 e sul 4-3-1-2, senza abbandonare la difesa a tre. L’obiettivo è rendere il Torino più flessibile e imprevedibile.
A Bologna la svolta nella ripresa
La partita contro il Bologna ha fornito indicazioni interessanti. Nel primo tempo Simeone è rimasto troppo isolato, mentre nella ripresa, con l’ingresso di Sandro Kulenovic, il passaggio al 3-4-1-2 gli ha permesso di entrare maggiormente nel gioco. Le assenze di Ché Adams e Pietro Pellegri, oltre alle condizioni non ottimali di Duvan Zapata, avevano ridotto le alternative offensive a disposizione di Abate. Simeone ha segnato solo in Coppa Italia contro la Carrarese, mentre in Serie A non è ancora riuscito a sbloccarsi. Il sistema di gioco, però, non è l’unico elemento da considerare.
Contro la Roma due occasioni importanti
Contro la Roma il Cholito ha avuto due chance clamorose davanti a Svilar, entrambe sullo 0-1. Una rete avrebbe potuto cambiare l’andamento della gara. Abate continua comunque a considerare Simeone centrale nel proprio progetto. La pausa servirà anche a migliorare condizione fisica e intesa con i compagni. Nella scorsa stagione Simeone ha realizzato 11 gol, sei dei quali nella seconda parte del campionato con D’Aversa, beneficiando anche della presenza di Zapata o Adams al suo fianco. Per questo il recupero dei due attaccanti può diventare decisivo. Abate vuole costruire un Torino capace di cambiare modulo e, soprattutto, di mettere il Cholito nelle condizioni migliori per tornare a segnare.
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